Kintsugi, l’arte del restauro e della rinascità

Nel 2010  i dati demografici ci mostravano che il 40% della popolazione europea vive in città e il 35% nella periferia, e che entro il 2030 vivranno in città il 60%, per motivi di lavoro, scuola, servizi, ecc. Questo significa che il nostro contatto con la Natura viene a mancare sempre più e le conseguenze: impatto ambientale, il preoccupante livello di stress percepito dalla popolazione che vive in città, sono ancora in gran parte ignorate dalle amministrazioni regionali dal sistema di sanità e da noi stessi.

Da Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che al Cop 24 di Katowice ha fatto un discorso emozionante e critico verso la classe politica mondiale, Eric Barbizzi di Striscia la Notizia, a Greenpace e tutte le associazioni e Ong ambientaliste più o meno conosciute, il messaggio che arriva è chiaro: non stiamo rispettando la Natura. E questo succede forse, perché non stiamo rispettando noi stessi e il futuro delle prossime generazioni, perché, come dice Giulia Butterfly Hill attivista che salvo Luna – un sequoia millenario: “non stiamo vivendo da antenati, altrimenti prendessimo sul serio il nostro ruolo cioè di prenderci cura della richezza erreditata dalla natura per tramandarla alle generazioni future “. Negli ultimi 50 anni tanti sono stati gli avvertimenti degli scienziati, come in questo momento il loro richiamo sulla 5G ma nulla ci spaventa … forse proprio perché abbiamo rotto con la Natura e del suo destino non ci importa più.

Eppure “siamo geneticamente strutturati per amare la Natura. E’ nel nostro DNA. Siamo programmati per sentirci in sintonia con la Natura: traiamo beneficio dal contatto con essa, e starne lontani ci fa male” scriveva E.O. Wilson biologo americano che nel 1984 avanzò la teoria della biofilia, dal greco “amore per la vita” o “amore per il mondo vivente”. E allora come possiamo “riparare” questo legame per beneficiarne entrami uomo e natura?

Per prima cosa occuparsi del proprio legame con la natura, ancora prima di pensare a come si può fare per salvare il Pianeta. “Sii tu il cambiamento che vorresti vedere nel mondo” – Mahatma Gandhi.

Imparare l’arte del Kintsugi: una pratica giapponese, ovvero l’arte di saldare assieme i frammenti utilizzando oro o argento liquido. La pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore. Che si tratti di un cuore spezzato dal dolore, di un oggetto ridotto in pezzi, un restauro oppure di un tronco d’albero riparato con l’argilla, l’elemento oro o argento che incolla e rimette apposto tutto è l’amore che ci mettiamo nel prenderci  cura.

 

 

Quello che risulta è un vero e proprio oggetto di arte Wabi-sabi 侘寂 l’arte giapponese, o estetica, fondata sull’accoglimento della transitorietà delle cose. Tale visione, talvolta descritta come “bellezza imperfetta, impermanente e incompleta” deriva dalla dottrina buddhista dell’anitya. 

A volte è possibile rimediare, riparare invece di buttere via un oggetto e comprarne uno nuovo.

Ripariamo quindi allo stesso modo il nostro legame con la Natura. Ecco qualche suggerimento su come farlo:

1. Recuperiamo la consapevolezza che la nostra vita sulla Terra non è un miracolo ma dipende dalle condizioni atmosferiche, dall’ecosistema: quel circuito in qui tutti gli elementi Acqua, Sole, Foresta, Gravità, ecc (umani inclusi) sono interconnessi e tutto ciò rende possibile la nostra sopravvivenza. Prima di abbandonare i nostri rifiuti per strada o nel bosco, ricordiamoci che quella è la terra dove andremo a coltivare le carotte per i nostri figli.

 2. Innamoriamoci della Natura, conosciamola, cortegiamola, cerchiamola più spesso per imparare ad apprezzare i suoi doni, le sue cure e infinito amore perché se ancora ci ospita significa che è ora che iniziamo a ricambiare. Per esempio facendo Shinrin-yoku, ovvero delle lunghe camminate nei boschi attivando tutti i 5 sensi. Vi stupirete di quanti benefici “gratis” ne potete ritrarre, via lo stess e migliora anche l’umore. Ne parleremo anche nei prossimi articoli. Insomma dagli antichi Egizi, romani, greci e tribu tutti temevano la rabbia e i caprici della Natura. Noi abbiamo imparato come “domarla” e ci sentiamo superiori, ma davvero credete che sia così? Quando le foreste muoiono insieme a loro muoiono anche le persone, studi e statistici lo dicono chiaramente.

3. La Terra e l’Universo sono energia che vibra. Tutto intorno a noi è quindi energia e come le onde sonore, in base a quello che incontra nell’ambiente (ad esempio uno strumento musicale) entra oppure no in risonanza, aumenta di potenza, si trasforma oppure si spegne. Quando entriamo in contatto con il campo energetico della Terra ci ricarichiamo come se fossimo una batteria. Questo ci aiuta ad essere più positivi, forti ed energici. Per creare questa connessione la cosa migliore è camminare a piedi nudi, fare earthing, oppure attrezzarsi con prodotti per connettersi a terra quando magari sei in ufficio e non puoi semplicemente camminare in un prato a piedi nudi. Li trovate tranquillamente su internet, cercate prodotti per fare earthing.

4. Yoga è una pratica ottima per entrare in contatto con se stessi e anche con la Natura. Ci insegna l’importanza del tempo e dell’ascolto, che il nostro corpo è collegato con l’intero Universo.

5. I trattamenti olistici sono, come lo yoga, di grande aiuto in quanto ognuno di noi ha una storia e un vissuto emotivo unico, proprio come il percorso di benessere olistico che si può intrapprendere con un operatore professionista.

La mente crea muri, ma il cuore quando si apre diventa infinito come la sua capacita di donare senza nulla perdere, coma la Natura.

Registrazione gratuita.

Olistic Advisor promuove le discipline olistiche e le professioni del benessere.

  • WHATSAPP

    Contattaci

  • LINKEDIN

    Visitaci su

  • FACEBOOK

    Resta collegato

  • YOUTUBE

    I nostri video

Copyright 2018 Olisticadvisor © | Tutti i diritti riservati | P.Iva 01612970556

Powered by